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martedì 21 aprile 2015
Il libro che ha rotto il silenzio sulla tragedia dei migranti
martedì 13 gennaio 2015
Novità in libreria: La terra delle donne e degli uomini integri, di Francesco Camattini
Ecco una delle nostre novità di gennaio: La terra delle donne e degli uomini integri, di Francesco Camattini.
“Osiamo inventare l’avvenire”. (Thomas Sankara)
Le notizie degli sbarchi di immigrati sulle nostre coste ormai non destano più molto scalpore, né attirano l’attenzione di tutti noi tanto sono entrate nella nostra quotidianità. Barconi carichi di uomini, donne e bambini che si lanciano in mare aperto in condizioni disumane con la speranza di trovare un mondo migliore, di avere un futuro. Questi Ulisse contemporanei saranno ricordati, tra tanti anni, come l’omerico eroe di Itaca? O saranno totalmente dimenticati, sepolti sotto un Mare Monstrum degno dell’ira delle divinità greche?
Il libro di Francesco Camattini è ispirato alle gesta di Thomas Sankara, il “Che Guevara africano”, colui che diede all’Alto Volta il nome di Burkina Faso, “terra degli uomini integri”. Da qui, appunto, il titolo dell’opera di Camattini, La terra delle donne e degli uomini integri, un agile poema epico contemporaneo che vede come protagonisti due ragazzi appartenenti a due mitici regni divisi da barriere fisiche e culturali. Tra lotte da combattere e antagonisti sociali – o meglio politici – da cui difendersi, Camattini ci racconta uno spaccato di interculturalità e un sogno di integrazione e di uguaglianza. Quasi a sorpresa, forse, il lieto fine, così inverosimile per le nostre menti.
Il testo è anche uno spettacolo teatrale omonimo, che prende vita da voci di giovanissimi attori provenienti da etnie e culture diverse, che spesso hanno vissuto sulla propria pelle il significato della parola “immigrazione”.
“Prima di nascere non siamo stati forse tutti clandestini? Noi come Voi. C’è una frontiera misteriosa che ci separa dalla luce e non tutti riescono a oltrepassarla. Non tutti quelli che partono arrivano sulla terra. Eppure si buttano”.
“Non emerge la ‘resa eroica’ di singoli protagonisti. Forse l’intento è ritornare sempre a questa dimensione corale, evocare moltitudini che vivono insieme questi viaggi, gruppi, i tanti corpi in un viaggio unico, come se il protagonista di questa storia fosse una moltitudine che sta facendo un movimento unico, un movimento d’acqua, che svuota il Mediterraneo e lo riempie di altro”. (dalla prefazione “corale” redatta da Vincenza Pellegrino, Sara Fallini)
L’autore
Francesco Camattini, musicista, insegna Diritto alle scuole superiori, si occupa di educazione interculturale da oltre vent’anni e dirige il coro del Centro Interculturale di Parma. Ha pubblicato diversi cd musicali come interprete e autore e scritto opere di musica e teatro nelle quali si è confrontato con i miti greci, gli idoli della contemporaneità, i temi della crisi e della precarietà (non solo economica, ma anche psicologica e sociale) che attraversano il nostro tempo.
Francesco Camattini, musicista, insegna Diritto alle scuole superiori, si occupa di educazione interculturale da oltre vent’anni e dirige il coro del Centro Interculturale di Parma. Ha pubblicato diversi cd musicali come interprete e autore e scritto opere di musica e teatro nelle quali si è confrontato con i miti greci, gli idoli della contemporaneità, i temi della crisi e della precarietà (non solo economica, ma anche psicologica e sociale) che attraversano il nostro tempo.
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giovedì 20 novembre 2014
Daniele Nardi- Nanga Parbat, una sfida aperta
A dicembre Daniele Nardi è pronto ancora una volta a una sfida da primato mondiale: il Nanga Parbat in inverno. L'impresa è già stata tentata altre volte, ma mai questi 8000 metri sono stati conquistati con queste ostiche condizioni. Leggiamo un articolo sulla prossima partenza di Daniele Nardi sul sito di Montagna.tv e ricordiamo che se volete vivere le emozioni di questo grande scalatore di Sezze (Latina), Daniele Nardi e Dario Ricci ci portano In vetta al mondo, un libro di avventure vere, talvolta pericolose come da rischio del mestiere, a volte da gustare sotto un pail e con una tisana bollente.
"La partenza è prevista intorno al 20 dicembre, anche se la data esatta verrà annunciata alla conferenza stampa ufficiale, il 10 dicembre a Roma in Campidoglio. Quello che è già certo è che per il terzo inverno di fila Daniele Nardi sarà al Nanga Parbat a tentare l’impresa ancora mai realizzata: la prima invernale sull’ultimo dei due ottomila finora mai scalati nella stagione fredda (oltre al Nanga rimane solo il K2). L’idea è quella di aprire una via nuova, questa volta con un team più corposo degli anni passati: di questo e di altro ci ha parlato l’alpinista di Sezze in questa intervista.
Daniele torni sullo Sperone Mummery?
“Bella domanda…Si, lo Sperone Mummery è il mio grande sogno sul Nanga Parbat, quindi si ritorna lì. Il gruppo si è un po’ ampliato proprio in questi giorni: oltre ad Elisabeth Revol, ci saranno Tomasz Mackiewicz, che l’anno scorso era sul versante Rupal, e Roberto Delle Monache che è una new entry dall’Abruzzo, che ci assisterà con le riprese, poi si vedrà se avrà voglia di scalare con noi o rimanere al campo base...."
L'intervista continua su Montagna.tv a questo link
Buona lettura
-Stay tuned-
Infinito edizioni
mercoledì 12 novembre 2014
I LABIRINTI DEL MALE SU @CRITICALETTERARIA
Il libro I labirinti del male di Luciano GaroFnao e Rossella Diaz è stato recensito sull'importante sito @CriticaLetteraria. Il commento è dettagliatissimo e ricco di spunti su cui riflettere. Ringraziameo enormemente Cristina Coronelli per aver scelto la lettura del nostro libro.
Qui di seguito una parte della recensione, che potrete leggere integralmente cliccando su questo link
"La società occidentale del nostro tempo è connotata da un inquietante crescendo di violenza, che si declina attraverso una gamma oltremodo composita di sfumature dove subdolo e palese s'intrecciano e a tratti si confondono, finendo spesso per accecare le coscienze già indebolite da una carenza di valori solidi e coerenti che esortino a chiamarsi fuori dallo svilimento della vita (non solo umana) in nome di una presunta sopravvivenza di stampo esclusivamente materialistico, dove tutto è concesso senza un rigurgito etico di qualsivoglia natura.
L'asservimento della coscienza umana ai labirinti del male ha innescato un meccanismo perverso, complice forse anche la manipolazione occulta (o storpiatura che dir si voglia, ma questa è solo una considerazione a margine di chi scrive, che esula dai contenuti del libro) di alcune teorie religioso-spirituali della tradizione orientale, così come della tradizione giudaico-cristiana, che esortano a non giudicare. Tale meccanismo ha progressivamente scardinato la capacità di discernere fra l'esercizio del senso critico e l'assenza di giudizio. Una coscienza debole (o indebolita) e confusa privilegerà necessariamente il sentiero più comodo che, nella fattispecie, si delinea in un'assenza di giudizio figlia dell'ignavia, dell'indifferenza e soprattutto di una presunta tolleranza e apertura mentale verso ciò che asseconda le istanze più sordide, viziose e basse delle proprie pulsioni egoiche. Poiché si tratta di uno schema comportamentale spesso attuato in modo inconsapevole, è molto difficile arginarlo e limitarne le conseguenze drammatiche, di cui siamo inermi spettatori nei numerosi comparti del vissuto umano...."
Continua sul sito di CriticaLetteraria
Stay tuned
-Infinito edizioni-
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